SCOMMESSE SPORTIVE: COSA CAMBIA CON IL DECRETO DIGNITA’

Dopo l’entrata in vigore del famoso ‘Decreto Dignita’ dello scorso 14 luglio 2018, anche il settore delle scommesse sportive è stato in parte interessato da un articolo presente nel Decreto Legge n. 87/2018.

DECRETO DIGNITA’: COSA CAMBIA

Per l’esattezza, si tratta dell’articolo 9 del sopracitato decreto dignità, che riguarda il divieto di ogni forma di pubblicità, sia diretta che indiretta, inerente il settore dei ‘giochi’ e delle scommesse, su qualsiasi mezzo o piattaforma: stampa periodica, quotidiani, televisioni, siti web. L’articolo 9, al comma 1, introduce dunque il divieto di qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, che riguardi giochi o scommesse con vincite di denaro, in qualsiasi modo effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali e artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni ed internet.

In riferimento alle date, per tutti quei contratti di pubblicità in corso alla data del 14 luglio 2018, quella in cui per l’appunto il decreto legge è entrato in vigore, si applica la normativa precedente prevista dal cosiddetto decreto Balduzzi e dalla Legge di Stabilità 2016 fino alla loro scadenza, ma con una data limite: dal 14 luglio 2019 i contratti pubblicitari in vigore prima della pubblicazione del nel Decreto Legge n. 87/2018 non potranno più essere operativi. Dal 1 gennaio 2019, invece, il divieto di pubblicità è stato esteso anche alle sponsorizzazioni. Nello specifico, squadre di calcio, televisioni, ecc, avranno fino a 6 mesi di tempo per pianificare un exit strategy da questa forma di sovvenzione.

VIOLAZIONE DEL DECRETO: A COSA SI VA INCONTRO

Cosa rischia chi viola quanto disposto con il decreto dignità? Chi non rispetta le disposizioni dell’articolo 9 incorrerà in una sanzione pecuniaria amministrativa pari al 5% del valore della sponsorizzazione o della pubblicità e, in ogni caso, non inferiore a 50 mila euro per ogni violazione. L’autorità competente per la contestazione delle sanzioni è l’Autorità Garante nelle Comunicazioni (AGCOM) che, istituita con la legge Maccanico del 1997, è un’autorità amministrativa italiana indipendente, di regolazione e garanzia, con sede principale a Napoli e sede secondaria operativa a Roma.

DATI IN CRESCITA NEL 2018

L’entrata in vigore del decreto dignità, sembra – almeno per i primi mesi – non aver comunque intaccato i numeri in riferimento alle giocate nel settore delle scommesse online. Ciononostante, sarà il 2019 l’anno che con maggiore precisione saprà indicarci quali effettivi cambiamenti vi saranno stati rispetto a quelli precedenti. Dopotutto, nel decreto non si parla di ingenti investimenti volti a favorire il trattamento dei casi clinici, così come non vengono specificate le norme sull’autolimitazione ed autoesclusione dal gioco, evidenziando l’assenza di una vera e propria strategia che agisca in modo diretto sui casi patologici. A tale riguardo, va detto che molti concessionari di giochi si sono già ampiamente organizzati per fornire agli utenti diversi strumenti per incoraggiare il gioco responsabile. Ad ogni modo, il 2018, nel solco del 2017, ha fatto registrare un costante aumento. In riferimento ai dati pubblicati ad inizio anno dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – in quanto organo che vigila sul comparto pubblico del gioco pubblico in Italia – il 2018 si è chiuso con una spesa totale di 1.484 milioni di euro. Rispetto ai numeri del 2017, si è registrato un incremento del 10,8% quando erano stati spesi ben 1.337 milioni di euro. La raccolta totale è stata invece di circa 10,9 miliardi, mentre ai giocatori sono tornate vincite per 9,4 miliardi di euro.

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